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E’ stata pubblicata lo scorso giugno la norma “Valutazione dell’esposizione a rumore nei luoghi di lavoro per lavoratori che utilizzano sorgenti sonore situate in prossimità dell’orecchio”.
La presente norma trova particolare applicazione nella valutazione dell’esposizione dei lavoratori di call center, i quali risultano i principali soggetti a cui la norma si riferisce.
La norma identifica tre metodi per la valutazione dell’esposizione che sono:

  • il metodo MIRE
  • il metodo elettroacustico
  • il metodo del manichino

Nell’applicazione del metodo MIRE una sonda o un microfono in miniatura viene collocato nel condotto uditivo del soggetto potenzialmente esposto, mediante il quale vengono rilevati i livelli di pressione sonora in bande di frequenza di terze d’ottava. In ultimo, i livelli vengono corretti con la risposta in frequenza in campo libero o diffuso del soggetto stesso.
Per la natura stessa del metodo, è facilmente intuibile come la sua applicazione sia particolarmente invasiva e necessiti della presenza di personale sanitario per la collocazione del dispositivo all’interno del condotto uditivo del soggetto in esame.

Il metodo elettroacustico prevede invece l’impiego di due catene di misura: la prima, con ingresso elettrico collegata al dispositivo auricolare del soggetto potenzialmente esposto; la seconda, con ingresso microfonico atto a rilevare il rumore presente all’esterno del dispositivo auricolare.
Tale metodo è ancora sperimentale  e per la sua corretta applicazione necessita della caratterizzazione delle cuffie, per l’ottenimento della funzione di trasferimento del modello utilizzato. Tale operazione richiede operazioni che possiamo definire “scomode” a livello pratico, in virtù del fatto che nella maggior parte dei casi neanche il produttore effettua una caratterizzazione tale del proprio prodotto; oltre a comprendere attività accessorie che contribuiscono a livello economico.Inoltre, si riscontrano difficoltà nell’acquisizione ed elaborazione dei dati e sul corretto collegamento dei morsetti alla sorgente sonora.

Il terzo ed ultimo metodo è quello del manichino. Dal nome stesso, tale metodo prevede l’impiego di un manichino munito di trasduttori. Il segnale sonoro di sorgente viene rilevato attraverso il manichino a cui viene applicato lo stesso modello di cuffia utilizzato dall’operatore. Il presente metodo non è invasivo e può essere facilmente applicato durante una giornata tipo di lavoro dell’operatore, senza che l’attività dell’operatore venga disturbata.
I livelli ottenuti mediante i trasduttori del manichino vengono quindi corretti mediante la risposta in frequenza in campo libero o diffuso del manichino stesso (dati di fabbrica) per ottenere i livelli utili ai fini della valutazione.
Le problematiche che si riscontrano nell’utilizzo del metodo del manichino sono legate da un lato alla qualità del manichino utilizzato e alla rigidità e forma del suo padiglione auricolare; dall’altro, bisogna prestare attenzione al posizionamento del manichino per la rilevazione del rumore esterno, onde evitare di ottenere livelli non coerenti con la posizione occupata dal soggetto in esame. Si tratta dunque di problemi facilmente risolvibili.

Per ottenere due repliche identiche del segnale di sorgente alle cuffie di operatore e manichino, la norma definisce un apparecchio elettronico chiamato DIRAMATORE.
La funzione del diramatore è quella di fare da isolatore e duplicatore del segnale di sorgente, evitandone alterazioni. Le caratteristiche elettriche ed acustiche specificate nella norma consentono di riprodurre sulle due uscite, copie identiche del segnale di sorgente inviato in ingresso.
Ad oggi l’unico esemplare proposto di questo apparecchio è stato sviluppato da SBMAudio (www.sbmaudio.com) e presenta interessanti caratteristiche e funzionalità che si estendono oltre le prestazioni richieste dalla norma.
La prima cosa che balza agli occhi sono le dimensioni ridottissime di questo apparecchio: 128 x 62 x 34 (P x L x H) [mm].
In uno chassis così piccolo si ottengono tutte le funzionalità richieste dalla norma e non solo.

L’IDAR (Isolated Digital Audio Replicator), è questo il nome che SBMAudio ha dato al proprio diramatore, è un apparecchio completamente digitale. E’ dotato di porta usb che ne consente la ricarica della batteria e l’aggiornamento di software e firmware. E’ facilmente riadattabile ad ogni piccola esigenza o variazione della norma. Queste caratteristiche fanno dell’IDAR un apparecchio che non conosce obsolescenza.

Inoltre:

  • Caratteristiche elettriche ed acustiche ancora superiori rispetto a quelle specificate nella norma
    IDAR
  • accetta in ingresso/uscita segnali mono e dual-mono, funzionalità non richiesta dalla norma che rende IDAR ancora più versatile
  • Led di indicazione: stato di sistema, clip, stato di ricarica
  • Funzionamento a batteria, con un’autonomia di 12 ore

Per qualsiasi informazione è possibile contattare SBMAudio attraverso i riferimenti presenti sul sito web www.sbmaudio.com e tramite email ad info@sbmaudio.com. Inoltre sul sito è possibile scaricare la brochure in formato pdf per ottenere tutte le specifiche tecniche.

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Valutazione impatto acustico