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Il Risanamento Acustico di un sito industriale

Il controllo del rumore in ambiente industriale rappresenta quasi sempre per il tecnico una sfida importante. Il processo coinvolge infatti la valutazione preliminare, lo studio e progettazione delle soluzioni da mettere in atto e la verifica dei risultati previsti. Tutto ciò però non può prescindere dalle esigenze del committente che spesso è chiamato a fare investimenti economici onerosi, pertanto si aspetta risultati garantiti.
Il tecnico acustico deve tenere in considerazione diversi fattori che giocano un ruolo fondamentale per la riuscita dell’intervento e la conseguente soddisfazione del committente. Questi fattori non sono soltanto di tipo acustico.
Nello studio di interventi di mitigazione entrano spesso in gioco fattori strutturali, dimensionali, eventualmente estetici, meccanici, termofluidodinamici, di antincendio, di sicurezza e soprattutto economici, in termini di rapporto costi/benefici.
E’ pensiero diffuso che dopo un intervento il rumore sparirà: definizione questa che ha poco significato a livello scientifico, a meno che non si elimini completamente la sorgente. Le variabili in gioco in acustica sono talmente tante e complesse che la bravura del progettista sta nel prevederne il maggior numero possibile e controllarle garantendo di conseguenza la massima attenuazione del rumore possibile nel rispetto dei vincoli al contorno.
Quando si intraprende il risanamento di ambienti industriali, si va incontro a problematiche che vanno ben oltre le tematiche acustiche. La progettazione acustica dovrà tener conto di una serie di requisiti, sia normativi che tecnici, al di fuori del campo acustico, che nella maggior parte dei casi, contrastano con le regole fondamentali alla base del controllo del rumore.
Il caso di studio che vogliamo presentarvi è un esempio rappresentativo di tutti i fattori appena elencati.
Lo studio acustico ha riguardato un impianto industriale di pubblica utilità, una stazione di soccorso elettrico costituita da due motori diesel di derivazione navale della potenza di circa 3 MW cadauno.
Il locale tecnico che li ospita è costituito da muratura per due delle quattro pareti laterali. Le due pareti che affacciano verso l’esterno sono parzialmente aperte, in quanto occupate da griglie che consentono i ricambi aria per il corretto funzionamento delle macchine.
E’ importante sottolineare che trattandosi di un impianto di soccorso, i motori entrano in funzione esclusivamente in caso di emergenza, cioè a fronte di un blackout elettrico.
Il locale ha dimensioni di m 13,5 x 13,5, alto circa m 10,5 ed è interamente dedicato ad ospitare i due generatori. La tipologia di impiego richiede inoltre la presenza di un ricambio d’aria, che avviene attraverso due ventilatori di estrazione del diametro di un metro posti sulla copertura del locale stesso. Tale impianto ha la duplice funzione di consentire il giusto ricambio aria per l’accensione ed il funzionamento dei motori e di controllare la temperatura all’interno dell’ambiente, al fine del mantenimento di una corretta temperatura di esercizio.
Nello stato ante opera, le griglie di areazione erano semplici griglie metalliche con nessuna funzione acustica di silenziamento. Questo comportava, all’accensione dei motori, elevati livelli sonori, superiori ai livelli di sicurezza necessari alla protezione dei lavoratori nelle aree esterne dei locali (in alcuni punti esterni sono stati misurati 95 dBA a 3,5 metri di distanza dalle griglie). Allo stesso modo si registravano abbondanti sforamenti dei limiti acustici di zona nei punti al confine di proprietà (a circa 75 metri dall'edificio sono stati misurati 70 dBA).
Lo studio per l’analisi e la bonifica acustiche è stato articolato in cinque fasi che hanno previsto:

    • una campagna di misura acustica, che ha consentito la caratterizzazione di tutte le sorgenti sonore all’interno del locale tecnico ed in copertura, la valutazione del tempo di riverbero proprio dell’ambiente ed una mappatura acustica molto dettagliata delle aree esterne fino al primo ricettore individuato;
    • la modellazione di tutta l’area, per un raggio di Km 1,5 avente come centro il locale tecnico in esame e basata sulla mappatura svolta nella prima fase, con l’impiego di due catena di misura
    • la progettazione degli interventi di risanamento
    • la realizzazione
    • il collaudo acustico finale
Le prime due fasi sono state determinanti per la comprensione della dispersione e propagazione del rumore nell’ambiente circostante.
La costruzione e la taratura del modello sono state un importante supporto per la terza fase, quella di progettazione, per mezzo della quale sono stati individuate le soluzioni applicabili per la riduzione del rumore.
I principali punti di intervento sono stati individuati in:

    1. incremento del potere fonoisolante fornito dalle superfici occupate dalle griglie che stabiliscono un collegamento diretto con l’esterno;
    2. silenziamento degli estrattori ini copertura;  
    3. incremento del potere fonoisolante fornito dalla parte superiore delle pareti perimetrali.

     

Si è deciso di affrontare il risanamento acustico per step successivi secondo l’ordine di priorità elencato, previa verifica del singolo intervento.
In prima analisi, per la tamponatura delle griglie, la complessità dei vincoli tecnici e paesaggistici riscontrati, ha condotto alla valutazione dell’adozione di sistemi di griglie afoniche (louvers). Queste avrebbero consentito di soddisfare le portate di aria richieste; l’installazione all’interno del locale avrebbe permesso di non alterare la facciata dell’edificio e, di conseguenza, di non generare problematiche in ambito paesaggistico.
L’abbattimento acustico offerto dai louvers è variabile in relazione alla dimensione delle alette (singole/doppie) e soprattutto alla profondità del singolo elemento.
Inoltre, comparando le schede tecniche di diversi produttori, si giungeva spesso a dati discordanti e ad un’elevata incertezza sulla Transmission Loss alle frequenze medio/basse: prodotti sulla carta molto simili a livello dimensionale e costruttivo riportavano abbattimenti molto diversi tra loro nel range medio/basso. Per ottenere un discreto rendimento in bassa frequenza si sarebbero dovuti necessariamente adottare elementi di profondità non inferiore a cm 60, i quali avrebbero iniziato a creare problemi relativi al mantenimento di corridoi liberi per la sicurezza e per gli interventi di ordinaria manutenzione impiantistica. Inoltre dai calcoli non veniva garantita l’adeguata perdita di carico consentita dalla curva caratteristica degli estrattori.
La scelta è stata dunque quella di dedicarsi alla progettazione di elementi completamente customizzati sulle necessità acustiche e non dell’ambiente.
Il primo approccio ha riguardato l’analisi dello spettro sonoro emesso dalle macchine, per consentirci di concentrare l’attenzione sui range frequenziali maggiormente impattanti.
Abbiamo poi iniziato ad analizzare le caratteristiche dimensionali degli spazi a nostra disposizione.
Contestualmente sono state valutate le portate d’aria richieste dalle macchine ed è stata studiata la migliore distribuzione delle superfici areanti.
Il mix di concetti di acustica architettonica, ambientale e controllo del rumore ci ha condotto all’elaborazione di un elemento, replicabile lungo tutto il perimetro del locale tecnico e che, a nostro avviso, avrebbe garantito un’attenuazione acustica superiore a quella dei louvers, rispettando tutti i vincoli del caso.
I migliori isolanti li ritroviamo in natura e sono aria (in intercapedine) e terra. Non potendo utilizzare della terra, abbiamo pensato a come sfruttare al meglio l’aria, consapevoli che per garantire le prestazioni termiche saremmo dovuti venir meno ad una delle leggi fondamentali dell’acustica: dove esiste un passaggio di aria, esisterà un decremento drastico dell’isolamento acustico ed un conseguente passaggio di rumore.
Non potendo compiere test su prodotti esistenti e non potendo realizzare in questa fase prototipi, ci siamo basati su formule ingegneristiche teoriche ed empiriche nonché sulla nostra esperienza ed istinto ed abbiamo concepito un elemento a partire da una forma tipica dei “CrossTalk Silencer”, che avesse un tratto rettilineo di lunghezza sufficiente affinché potesse lavorare secondo i principi di un silenziatore a setti, che fosse costituito da materiali e metodi costruttivi derivanti dalle barriere antirumore e che il singolo elemento potesse far parte di un array di elementi (modularità dell’elemento).
L’elemento avente sezione ad “S” è costituito da:

  • una bocca di mandata ed una di ritorno per il passaggio dell’aria,
  • un alto grado di assorbimento acustico su tutte le superfici interne
  • dimensioni, massa e spessori di materiali tali da massimizzare il rendimento alle medio/basse frequenze (pannello vibrante)

L’elemento risolve il problema dell’approvvigionamento dell’aria dall’esterno garantendo le velocità del flusso d’aria richieste come vincolo di progetto che si correlano alle perdite di carico massime consentite per il funzionamento ottimale degli estrattori.


Anemometro1

Rilievo della velocità dell'aria in fase post-operam

Mediante il dimensionamento dei setti acustici paralleli interni al silenziatore è stato possibile incrementare l’assorbimento acustico senza penalizzare più di tanto le perdite di carico.
Il risultato è stato il disegno di un “armadio acustico” di dimensioni tali da essere:

  • facilmente trasportato ed assemblato sul posto in maniera veloce;
  • sovrapponibile, in modo che le bocche di mandata e ripresa aria garantiscano omogeneità di flusso su tutta la superficie e per tutto il volume dell’ambiente;
  • ispezionabile, con pannello posteriore rimovibile in modo da consentirne l’aspirazione e la pulizia periodica ed una eventuale manutenzione senza la necessità di smontaggio dell’intero elemento;
  • ad elevata resistenza acustica trasversale (cioè quella che non interessa il percorso dell’aria), intesa in termini di potere fonoisolante; 
  • sigillato e a tenuta acustica per tutti gli elementi di connessione.
Il modello acustico calibrato dell’area di influenza delle sorgenti ci ha permesso di svolgere simulazioni per diversi scenari ed avere così un’accurata valutazione della variazione dell’emissione delle sorgenti al variare dell’abbattimento acustico ipotizzato sulle sorgenti emittenti, oltre a poter valutare su ogni punto ricettore il contributo di ogni singola sorgente modellata nei diversi scenari.



Grafici abbattimento-acustico

Confronto degli spettri ante/post operam in due punti di misura a 3,5 metri dal perimetro esterno del locale tecnico

Grafico abbattimento-acustico

Abbattimento acustico dei silenziatori - Confronto tra livello interno ed esterno

Ad incarico affidato, la ditta INECO srl, specializzata nella realizzazione di strutture per il contenimento del rumore, si è occupata della realizzazione.
E’ stata preziosa la collaborazione tra progettisti e realizzatori, non solo dal punto di vista della realizzazione degli elementi, ma anche per tutti quegli aspetti accessori che determinano la buona riuscita dell’intervento: primo tra tutti la sigillatura acustica di tutti gli elementi periferici di contatto tra acustica e muratura, elementi questi riassumibili nei concetti di corretta posa in opera e lavoro realizzato a regola d’arte.
Il lavoro, eseguito da INECO sotto la supervisione di Piero e Fabrizio Innocenzi, ha assunto oltre ad un valore tecnico, anche un elevato valore estetico, in quanto i silenziatori ad “S” realizzati vanno a comporre delle superfici di colore bianco, ordinate, omogenee e gradevoli all’occhio, nonostante si tratti di un contesto industriale.
La campagna di misura acustica di collaudo svolta a seguito del solo Step 1 (installazione dei Silenziatori ad "S") ha evidenziato gli ottimi risultati ottenuti in prossimità dell'edificio ed espressi nei precedenti grafici.
I rilievi fonometrici di verifica svolti nel punto di confine di proprietà hanno inotre certificato l'abbattimento subito dal rumore prodotto dai motori ed evidenziato l'attuale contributo (in campo lontano) degli estrattori in copertura (mascherato in fase ante-operam dall'emissione sonora dei motori).
Alla luce dei risultati ottenuti e della frequenza di attivazione dell'impianto, attivo esclusivamente in caso di emergenza, è stato confermato che il prossimo intervento riguarderà il silenziamento degli estrattori in copertura, ma allo stesso tempo è stato potuto posticipare il grado di urgenza, rinviando il cronoprogramma di realizzazione.

Gallery fotografica dei silenziatori

Oggi possiamo dire: la differenza si sente

a cura di: Ing. Andrea Romani, Ing. Raffaele Mariconte

Trattoria Pennestri: il Trattamento Acustico

Il comfort acustico all'interno di pubblici esercizi come i ristoranti è un tema noto ormai a tutti.
La realizzazione che vi presentiamo è stata eseguita in uno dei ristoranti in maggiore ascesa sulla scena romana che, nonostante la sua recente apertura, ha già collezionato numerosi riconoscimenti dagli addetti ai lavori del settore ristorazione: la Trattoria Pennestri.
Il buon cibo ed il buon vino, oltre ad essere accompagnati da un servizio impeccabile che ti fa sentire a casa, giovano molto di un ambiente confortevole dal punto di vista acustico che regala al cliente un ambiente riservato ed intimo.
Il nostro intervento presso Pennestri si è articolato in diverse fasi.
L'installazione è stata preceduta da una fase di progettazione svolta a seguito dell'esecuzione di rilievi del tempo di riverberazione all'interno della sala.
Il sopralluogo ha evidenziato criticità dal punto di vista del profilo acustico dell'ambiente in quanto:
  • Tutte le superfici sono costituite da materiali lisci ed acusticamente riflettenti come, ad esempio, pareti intonacate e soffitto in cartongesso.
  • La presenza di specchi all'interno dell'ambiente contribuisce alla riflessione acustica delle frequenze medio/alte.
  • Gli arredi minimali che seguono le tendenze architettoniche attuali non favoriscono inoltre l'assorbimento acustico.
Sono state svolte misure mediante il metodo della sorgente impulsiva che hanno riportato tempi di riverbero piuttosto elevati, dell'ordine di 1,5 secondi. Trattandosi di un ristorante, le cui sorgenti sonore sono costituite prevalentemente dal parlato degli avventori e dalla riproduzione di musica di sottofondo, l'analisi si è concentrata nel range di frequenze comprese tra 500 Hz e 2KHz, con l'intento di riportare il tempo di riverberazione al di sotto di 1 secondo.
L'analisi degli interventi da mettere in atto è stata condotta prendendo in esame la destinazione
Il concetto estetico alla base dell'idea dei due proprietari Tommaso e Valeria è in pieno stile trattoria, che si traduce in semplicità di arredo, tavoli e sedie in legno, scaffalature per l'esposizione di una grande quantità di vini pregiati.
Lo studio acustico si è concentrato nella risoluzione della problematica con il mantenimento dello stile originale della Trattoria Pennestri, senza introdurre elementi che potessero interferire con la filosofia del locale.
Grazie ai dati rilevati attraverso le misure acustiche si è potuto calcolare il numero dei pannelli necessari all'intervento. Si è scelto dunque di intervenire esclusivamente a soffitto inserendo n. 10 pannelli acustici sospesi che potessero:
lasciare la giusta aerosità al locale
apportare un elevato grado di assorbimento acustico alle frequenze di interesse.

Dimensioni e posizionamento dei pannelli sono state il frutto della collaborazione di noi progettisti e dei gestori del locale, i quali apportando le proprie idee, hanno contribuito al raggiungimento dell'obbiettivo.
Le maggiori criticità che si incontrano nelle installazioni a soffitto derivano dalla presenza di elementi impiantistici quali corpi illuminanti, condizionatori, sensori antintrusione, ecc.
La bravura di progettisti ed installatori sta nell'integrare i pannelli acustici al meglio secondo gli ingombri presenti, mantenendo uno stile e dando un senso geometrico all'installazione.
E' stata presa a riferimento anche la distribuzione dei tavoli all'interno dell'ambiente così da concentrarsi nelle aree di maggiore impatto e presenza di persone.
I pannelli acustici, realizzati artigianalmente da Vendetti Allestimenti Acustici, sono costituiti da fibra di poliestere, materiale atossico, ignifugo e che non rilascia polveri. I tessuti acustici utilizzati, anch'essi con le stesse proprietà della fibra di poliestere, sono stati scelti di finitura bianca.

Pennestri Pannelli-Acustici Comfort-Sound L
I risultati ottenuti a seguito dell'installazione e di nuovi rilievi acustici di tempo di riverbero sono stati sorprendenti ed hanno evidenziato un migliramento nel range di frequenze 500 Hz - 2 KHz compreso tra 0,7 e 0,9 secondi.
Pennestri TempoRiverbero Comfort-Sound L

I pannelli sospesi, distaccati dal soffitto, danno la possibilità alla fibra di poliestere di agire su entrambi i lati intercettando anche raggi riflessi dal soffitto e migliorare drasticamente il rendimento dell'intervento.

Gli obiettivi fissati a seguito della campagna di misura ante-operam sono stati pienamente raggiunti, avendo ottenuto tempi di riverberazione inferiori a 0,9 secondi, al di sotto dunque di 1 secondo previsto, su tutta la banda 100 Hz - 8 KHz.
Il trattamento acustico ha giovato notevolmente all’intellegibilità della parola e della musica di sottofondo, che oggi ha una resa più gradevole pur mantenendo un volume inferiore rispetto a prima del trattamento acustico.
L’ambiente ha mantenuto un’acustica naturale, non risultando troppo asciutto, ed il livello di privacy ai tavoli ha registrato un notevole miglioramento.
Il controllo acustico della sala ha giovato sia alla clientela del ristorante, che può interloquire con un tono di voce più basso, sia agli addetti alla sala, che sono ora favoriti nel dialogo con i clienti. Tali interventi consentono una riduzione del livello di stress e stanchezza fisica durante l’attività lavorativa, grazie ad un minor affaticamento psicofisico della persona.

Vai alla Gallery per visualizzare le foto della realizzazione.

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Assorbimento Acustico e Comfort

L'acustica negli ambienti chiusi si pone l'obiettivo di progettare o risanare spazi confinati per renderli acusticamente adeguati alla loro destinazione d'uso, realizzando condizioni di benessere, ovvero di Comfort Acustico.
A differenza dell'isolamento che agisce sulla trasmissione del suono dall'interno verso l'esterno e viceversa, l'assorbimento acustico agisce sulla riduzione del tempo di riverbero dell'ambiente, cioè l'eliminazione di quegli effetti indesiderati e fastidiosi che vengono comunemente (ed erroneamente) associati a "rimbombo" o "eco".
L'assorbimento acustico attribuisce perciò all'ambiente quelle caratteristiche che ne determinano il giusto comfort acustico in relazione all'utilizzo per musica (studi di registrazione e sale prova, locali con musica dal vivo, teatri, auditorium, ecc) o per il parlato (sale riunioni, sale conferenza, hotel, ristoranti, superfici pubbliche in genere, ecc).
Ciò che all'utente finale fa percepire la sensazione di comfort acustico è determinato il più delle volte dall'assorbimento acustico.

L'assorbimento acustico può essere una capacità intrinseca ad un singolo materiale o può essere determinato da un sistema composto da più materiali accoppiati, appositamente progettato per essere efficace in un range specifico di frequenze. I materiali fonoassorbenti per essere efficaci devono trovarsi a vista rispetto all'onda sonora. In pratica, la presenza di lana di roccia all'interno di una parete o un controsoffitto in cartongesso, non serve all'assorbimento acustico dell'ambiente.

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Il principio che è alla base dell'assorbimento acustico è quello della dissipazione dell'energia attraverso la conversione della stessa in calore.
Quando un'onda acustica, ad esempio, è incidente su una superficie, una parte di essa verrà assorbita dalla superficie stessa e dissipata sotto forma di calore; un'altra parte verrà riflessa.
Le quantità di energia assorbita e riflessa sono determinate dalle proprietà di assorbimento acustico del materiale.
Per il principio di conservazione dell'energia, l'energia incidente è uguale alla somma di energia assorbita ed energia riflessa.
Le modalità di determinazione dell'assorbimento acustico di un materiale o di un sistema di materiali sono tre:

  • assorbimento per porosità;
  • assorbimento per cavità;
  • assorbimento per risonanza di membrana;
Nel primo caso l'assorbimento è determinato direttamente dalla capacità fonoassorbente del materiale. Tra i materiali porosi più noti troviamo le lane minerali (lana di vetro e lana di roccia), fibra di poliestere, melammina, fibre di legno. L'assorbimento per porosità è efficace sulle frequenze medio-alte; è scarso ed inefficace nel range medio-basso.
L'onda acustica che penetra un materiale poroso o fibroso genera la vibrazione delle molecole d'aria all'interno dei pori e dei canali del materiale, inducendo una perdita di energia per attrito contro le superfici esterne delle fibre che compongono la struttura del materiale.
Tra le caratteristiche fondamentali dei materiali porosi troviamo perciò la resistenza al flusso d'aria, oltre alla dimensione dei pori ed allo spessore complessivo del materiale. Prendendo a riferimento uno stesso materiale e variandone spessore e densità, avremo perciò significative variazioni del coefficiente di assorbimento acustico.

L'assorbimento per cavità si basa sul principio del risuonatore di Helmotz, in cui l'energia dell'onda acustica perde di energia per viscosità nel passaggio attraverso un collo in collegamento con una seconda area all'interno dell'elemento (cavità). Il classico esempio di risonatore di Helmotz è la bottiglia.
Il sistema descritto ha una propria frequenza di risonanza, ovvero la frequenza maggiormente assorbita dall'elemento, che è strettamente dipendente da sezione e lunghezza del collo e dal volume della cavità interna.
L'assorbimento per cavità è piuttosto selettivo in frequenza per le ragioni appena descritte. La frequenza (o range di frequenze) può essere estesa ponendo del materiale poroso all'interno della cavità. Potenzialmente potrebbe lavorare a frequenze basse, medie e alte dimensionando opportunamente collo e cavità, ma generalmente è adottato per le frequenze medie ed alte in quanto, per lavorare a frequenze basse, il sistema assumerebbe dimensioni troppo elevate.
Si trovano in commercio numerosi prodottori di pannelli forati in mdf che lavorano secondo questo principio. Questi pannelli sono caratterizzati da una percentuale di foratura (area forata/area totale del pannello) che contribuisce nella determinazione dell'assorbimento acustico del pannello. In fase di progettazione possono essere combinati pannelli a differenti forature per coprire una banda di assorbimento più ampia.

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L'assorbimento per risonanza di membrana viene realizzato ponendo un pannello in grado di vibrare (pannello vibrante) ad una certa distanza d dalla parete di fondo.
La frequenza di risonanza del sistema è determinata in base alla massa superciale del pannello ed all'intercapedine d'aria posta sul retro del pannello stesso.
Si esegue dunque una vera e propria accordatura del sistema. Come nel caso del risonatore di Helmotz è sempre buona norma inserire del materiale poroso all'interno dell'intercapedine allo scopo sia di ampliare la banda di assorbimento del sistema che di eliminare eventuali risonanze di intercapedine.
Il pannello vibrante viene utilizzato per l'assorbimento delle basse frequenze poichè, come anticipato, può essere "accordato" secondo le esigenze variando spessore dell'intercapedine e massa superficiale del pannello.
Un'importante nota da prendere in considerazione è che il pannello per essere in grado di entrare in vibrazione deve essere vincolato limitatamente ai bordi e deve avere una superficie abbastanza ampia da rendere possibile la fluttuazione (impercerttibile all'occhio).

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Le soluzioni che propone Comfort Sound sono molteplici, testate ed integrabili tra loro in relazione all'applicazione.
Ricorriamo spesso a sistemi misti che, utilizzando i differenti principi di assorbimento elencati, permettono di ottimizzare al meglio l'assorbimento acustico all'interno dell'ambiente.
Le nostre soluzioni sono inoltre modulari, per cui riutilizzabili in altri ambienti all'esigenza.
Negli spazi in cui non è possibile intervenire integralmente su tutto l'ambiente proponiamo l'utilizzo di pannelli fonoassorbenti sospesi a soffitto (vele acustiche) che possono essere dimensionati secondo ogni esigenza di ingombro, con ampia scelta di colori e a cui possono essere applicati anche corpi illuminanti, divenendo veri e propri elementi di arredo oltre che di comfort.

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Workshop di Progettazione Acustica Integrata


Comfort Sound è lieta di annunciare il Workshop dal titolo "Progettazione Acustica Integrata: realizzare lo studio di registrazione professionale".
Sabato 16 dicembre presenteremo ufficialmente il workshop presso Co.Ro. Coworking Rome Pigneto in Via Erasmo Gattamelata, 137 (zona Pigneto/ Metro C Malatesta).
Il corso affronterà tutte le tematiche inerenti la progettazione acustica integrata.
Si parlerà dunque non solo dell'acustica in senso stretto, ma di tutti i fattori connessi: dal cablaggio, all'isolamento acustico, all'ascolto e tutta la parte impiantistica a servizio di uno studio di registrazione.
In occasione dell'evento saremo a disposizione per interagire con gli interessati, illustrare il programma, costi e durata.
La partecipazione all'evento è assolutamente gratuita e senza impegno. Nell'ambito dello stesso saranno presentate tutte le iniziative didattiche/formative di Co.Ro. per il 2018.
Vi aspettiamo anche per un saluto e per un brindisi alle feste.

Puoi seguire l'evento Comfort Sound su Facebook: https://www.facebook.com/events/1929040100749106/

Per informazioni: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it



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Realizzare l'Isolamento Acustico: tra teoria e pratica

Si crea spesso confusione rispetto ai due concetti di isolamento e correzione acustica.
La correzione acustica contribuisce al comfort acustico dell'ambiente in termini di riduzione del tempo di riverbero e di altri parametri correlati. Non ci aiuta ad evitare la trasmissione del rumore verso l'esterno o l'immissione di rumori esterni nel nostro locale. L'installazione di pannelli fonoassorbenti quindi non risolverà mai problemi di trasmissione di rumore; al massimo potrà contribuire al controllo energetico delle sorgenti sonore presenti.
L'isolamento acustico dei locali è un aspetto completamente diverso che, insieme alla correzione, contribuisce alla qualità acustica di uno spazio ed alla riuscita di un'attività.
In che termini? Una qualsiasi attività che abbia problemi di isolamento acustico e trasmissione del rumore nei confronti di unità immobiliari adiacenti, non riuscirà a svolgere serenamente il proprio lavoro. In molti casi questa condizione diventa un vincolo davvero imponente che genera costi gestionali imprevisti nell'organizzazione del lavoro, oltre a porre dei seri limiti allo svolgimento effettivo dell'attività. In molti casi ci siamo trovati ad affrontare situazioni in cui, a fronte di un esposto di qualche vicino disturbato, l'attività è stata costretta a bloccare parzialmente o totalmente la propria attività fino a risanamento eseguito.
Con questo articolo vogliamo fornirvi alcune informazioni di base che possono aiutarvi nella valutazione degli interventi.
In acustica, e di conseguenza in tutto quello che riguarda anche l'isolamento acustico, non esistono soluzioni univoche; diffidate dunque da chi si basa sempre sullo stesso tipo di intervento a prescindere dal problema. Diffidate anche da chi vi dice che con una doppia lastra di cartongesso o, meglio ancora, di piombo (!?!) avrete fatto un isolamento adeguato per far suonare gruppi live nel vostro locale o nella vostra sala prove.
L'esperienza di settore ormai consolidata ci permette di valutare ogni ambiente come un ambiente a sè, con le proprie caratteristiche e criticità intrinseche.
Si trovano online una marea di documenti, schede tecniche di prodotto e di soluzioni "infallibili" ed economiche. L'interpretazione di tali dati va eseguita con un certo spirito critico. Molte volte anche noi progettisti ci troviamo in difficoltà nel reperimento delle corrette informazioni da adottare in fase di calcolo.
I primi punti da chiarire sono:

  • l'isolamento acustico è la parte meno economica tra gli interventi acustici.
  • l'isolamento acustico deve essere adeguatamente dimensionato in relazione alla destinazione d'uso dell'ambiente. Il grado di isolamento acustico richiesto tra due appartamenti non sarà adatto ad un ristorante e sarà ancora diverso da quello da garantire all'interno di una sala prove musicale. Le differenze non stanno solo nelle quantità di materiale, ma anche nelle tipologie dei materiali utilizzati e nello schema costruttivo.
  • l'isolamento acustico pesa, per cui vanno prese in seria considerazione anche le strutture su cui stiamo lavorando.
  • L'isolamento è la parte acustica tecnicamente più impegnativa.
  • L'isolamento acustico non è assoluto ed a prescindere dai livelli sonori sviluppati all'interno dell'ambiente sorgente. Per questo vanno analizzate le strutture esistenti ed il grado di isolamento necessario in relazione all'attività da svolgersi.
Non ci soffermeremo sugli aspetti di calcolo facendo una carrellata di formule, ma su alcuni concetti che riteniamo fondamentali al pari dei numeri.
Quello che ci preme trattare sono gli aspetti che collaborano alla buona riuscita di un isolamento acustico.
Innanzitutto, l'isolamento acustico deve essere un tappo, inteso come un qualcosa di inviolabile, che chiuda a dovere e sul quale non devono esserci fori che danno luogo ai famosi ponti acustici. Un errore comune nella posa dei controsoffitti acustici (fonoisolanti) è quello di utilizzarli per il passaggio dell'illuminazione. Questa è una di quelle cose da evitare sempre: la calata delle luci andrà ad inficiare enormemente il risultato finale. Il tappo isolante non costituisce lo strato finale del nostro lavoro.
L'isolamento acustico (esteso sia a partizioni verticali che orizzontali) deve essere ermetico e desolidarizzato dalle strutture esistenti. In che modo? Scegliendo la giusta molla e la giusta massa. Il concetto di massa viene affrontato di continuo in questa materia; quello di molla anche, ma raramente viene approfondito.
La molla può essere costituita da un tappetino resiliente da pavimento, da una fascia perimetrale per pareti divisorie o controsoffitto o da giunti antivibranti per "staccare" il controsoffitto dal solaio. I materiali sono tra loro molto diversi e le schede tecniche dovrebbero sempre fornire ai progettisti i dati necessari per una corretta valutazione progettuale. Ci sono materiali che funzionano molto bene, altri che funzionano meno; alcuni giusti per determinate applicazioni, ma inedaguati per altre. Un ambito molto interessante è legato ai supporti antivibranti che siano per controsoffitti o materassini da pavimento. La gomma, il giunto, il supporto vanno valutati in base ai carichi supportati; le qualità dei supporti differiscono molto e spesso anche i prezzi, ma la differenza esiste. Andando sul pratico: utilizzareste mai un ammortizzatore di una Cinquecento su un autotreno, o viceversa? L'intero concetto, a nostro avviso, è racchiuso in questo esempio. I carichi e gli scopi dei due mezzi non sono equivalenti; gli ammortizzatori non possono essere gli stessi per l'uno e l'altro mezzo.
Di conseguenza, la massa conta, ma la differenza è fatta in gran parte dalla molla giusta.
Gli aspetti fondamentali per un buon isolamento acustico si estendono dunque da una progettazione accurata fino ad una posa in opera altrettanto accurata e specializzata. Nelle tappe intermedie di questo viaggio esiste un'incredibile quantità di fattori che determinano la qualità e l'efficacia del risultato. Quello fondamentale è sicuramente legato alla gestione delle criticità che si presentano su ogni cantiere. Un esempio è dettato dal passaggio degli impianti. Tutti gli impianti (elettrico, condizionamento, ricambio aria, elettroacustico, ecc ecc) sono fondamentali all'interno dell'ambiente e devono essere adeguatamente integrati all'isolamento acustico. Spesso accade che questi non siano solo motivo di generazione di ponti acustici indesiderati, ma che costituiscano un vero e proprio veicolo per la trasmissione ed il trasporto di rumore tra un ambiente e l'altro o tra più ambienti contemporaneamente. Un esempio concreto è dato dalle canalizzazioni degli impianti di aerazione che se non adeguatamente studiate, dimensionate ed installate sono una delle pricipali fonti di problemi.
L'ultimo punto a cui vogliamo rivolgere l'attenzione è che intervenire per risanare un isolamento acustico sottodimensionato e mal eseguito può essere molto problematico e spesso risulta opportuno smantellare completamente l'esistente e ripartire da zero, con non pochi sprechi di risorse economiche.
Per tutte queste ragioni è importante rivolgersi a professionisti del settore in grado di progettare ed eseguire gli interventi ad opera d'arte.

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Acustica e Cablaggio

Una tematica a cui teniamo particolarmente in Comfort Sound è relativa alla realizzazione dei cablaggi all'interno delle nostre sale, che siano studi di registrazione, semplici sale prova o sale riunioni/conferenza, piuttosto che teatri ed auditorium.
Quello che in gergo viene definito cablaggio strutturato ed è in genere associato alle comunicazioni dati all'interno di un piano, di un intero edificio o di più edifici di una stessa azienda e che permette la comunicazione e la condivisione di risorse all'interno di un gruppo di lavoro, a noi piace estenderlo concettualmente a tutti i livelli di comunicazione audio, video e domotici all'interno delle nostre realizzazioni, sia su supporti analogici che digitali.

L'importanza del cablaggio strutturato è indipendente dalle dimensioni della realizzazione e consente di massimizzare le possibilità di comunicazione a disposizione del cliente. Non vanno inoltre sottovalutati tutti gli aspetti direttamente correlati ad esso, legati ad esempio all'isolamento acustico degli ambienti.
Ragionando in termini di isolamento acustico va sottolineato il fatto che a fronte di nuove necessità che possono presentarsi per aggiornamento delle macchine presenti (le quali possono ad esempio prevedere nuovi standard di comunicazione rispetto all'epoca della realizzazione), l'assenza di passaggi fisici crea problemi sia nell'installazione, sia nell'apertura di nuovi varchi che generano ponti acustici importanti ed inficiano l'insonorizzazione degli ambienti.
L'analisi del workflow delle macchine e del loro schema di collegamento consente in fase di progettazione di dimensionare al meglio gli aspetti acustici di isolamento e trattamento acustico, nonchè dell'ascolto e della "pulizia" dell'ambiente da cavi volanti. Sistemi ben progettati ed installati sono inoltre più semplici da utilizzare e da gestire.

La progettazione acustica non può prescindere dalla contestualizzazione di tutti gli aspetti architettonici, tecnologici ed impiantistici di un ambiente e deve essere svolta nell'ottica dell'integrazione di sistemi e servizi.
Tutto inizia da una schematizzazione a blocchi a livello macro che deve rispondere a tutte le necessità di servizio da implementare, per scendere successivamente nei dettagli tecnici di sviluppo ed integrazione necessari ad una realizzazione ad opera d'arte.  

Comfort Sound propone dunque soluzioni che vanno ad integrare tutti gli aspetti impiantistici, dal condizionamento al ricambio d'aria, al passaggio di cavi di segnale e potenza delle diverse tipologie, al fine di ottimizzare tutti gli aspetti di Comfort di una struttura, lasciando a disposizione del cliente molteplici possibilità per lo sviluppo di applicazioni future.
L'aspetto più interessante è che l'applicazione di tale processo non genera sovraccosti, anzi, porta un risparmio sul lungo periodo, lasciando al cliente tutte le porte aperte nello sviluppo e l'aggiornamento dei propri servizi, senza necessità di opere aggiuntive ed onerose.
Questo è in generale ciò che una progettazione integrata eseguita da professionisti del settore può aggiungere al vostro investimento.
Vi invitiamo dunque a non farvi abbagliare da proposte falsamente economiche che nel tempo richiederanno continui investimenti a tamponatura di sempre nuove problematiche.
Speriamo di avervi fornito un quadro generale utile e nuovi spunti di riflessione.
Il lavoro di Comfort Sound si traduce in semplicità, leggerezza, spensieratezza... e la differenza si sente.


Pubblicate dall’AIA (Associazione Italiana di Acustica) le “Linee Guida per una corretta Progettazione Acustica di ambienti scolastici”.
Il tema della progettazione acustica, integrata a quella edilizia, architettonica e impiantistica, sta lentamente entrando a far parte anche della cultura italiana.
Una sempre maggiore attenzione delle persone ai temi di rumore e comfort acustico all’interno degli ambienti di vita, sta portando anche il nostro Paese all’acquisizione di maggiore sensibilità e coinvolgimento al tema acustico.
La macchina è ancora lenta, soggetta spesso ad improvvisi retrofronte, ma  è certo che prima o poi l’acustica costituirà un nuovo indice di benessere culturale.
Gli edifici scolastici per la natura dell’attività svolta rappresentano una classe da tutelare acusticamente dal punto di vista del rumore e dl comfort interno. Studenti, dai più piccoli ai più grandi, frequentano gli spazi scolastici quotidianamente, per molte ore al giorno e la scuola è un po’ una seconda casa, per cui è importante fornire una condizione di benessere.
Le nuove linee guida AIA prendono in esame una serie di fattori che influenzano il comfort all’interno delle strutture scolastiche:
Il controllo del rumore esterno. A partire dal clima acustico dell’area di edificazione, occorre valutare la rumorosità di zona e la sua idoneità allo svolgimento dell’attività didattica. Si prende inoltre in esame la possibilità di intervenire mediante la realizzazione di barriere antirumore in grado di abbattere il rumore proveniente dall’esterno e di migliorare il clima acustico all’interno del plesso scolastico.
Il fonoisolamento. E’ essenziale l’analisi dei requisiti di isolamento acustico per via aerea e strutturale tra ambienti interni (pareti divisori e solai) anche in relazione alle diverse attività a cui sono destinati (aule, mensa, laboratori, spazi comuni, palestra, auditorium, etc).
Ad esempio, la corretta scelta di infissi e serramenti è determinante per assicurare un adeguato isolamento di facciata e dai rumori esterni (traffico veicolare in genere, infrastrutture di trasporto, etc);
Il controllo del rumore prodotto dagli impianti. La scelta e la gestione degli impianti impatta in modo particolare sul comfort acustico di un luogo. Una progettazione accurata deve analizzare i percorsi delle canalizzazioni, il posizionamento dei diffusori di aria e dei terminali di uscita, sia per l’ambiente interno che esterno. Ogni tipologia di impianto deve essere analizzata dal punto di vista acustico: climatizzazione e ventilazione (come locali termici, gruppi frigoriferi, ventilatori, etc), impianti idrosanitari, ascensori, etc. La progettazione impiantistica in ogni settore, che si tratti di edilizia scolastica, ricettiva (hotel e similari), residenziale, non può più prescindere da una progettazione acustica integrata, corredata e supportata da calcoli teorici nella fase ante-operam, supporto alla direzione lavori in corso d’opera e verifiche di collaudo post-operam.
Comfort acustico all’interno degli spazi. Tutti i fattori sopra citati contribuiscono al comfort acustico di aule, sale conferenza, mense, auditorium, palestre, piscine, etc.
L’attività didattica deve essere al tempo stesso supportata da condizioni che favoriscano la comprensione del parlato, la comunicazione tra gli individui e di conseguenza l’apprendimento. Il trattamento acustico migliora la qualità della permanenza all’interno dei luoghi ed il benessere dell’individuo. Uno spazio confortevole contribuisce a facilitare la concentrazione degli studenti e a ridurre l’affaticamento di studenti ed insegnanti. Non a caso, le malattie professionali INAIL più diffuse tra i docenti sono legate a patologie della voce.
Il documento AIA fornisce inoltre indicazioni per la realizzazione di aule per gli allievi con problemi di udito.
Vengono esposte metodologie da seguire per la realizzazione di spazi come piscine, palestre e mense, luoghi comunemente caratterizzati da tempi di riverberazione che raggiungono anche i 10 secondi e che ne rendono la permanenza faticosa a causa dell’elevato rumore di fondo.
Si affronta infine la realizzazione di sale conferenza e auditorium o comunque ambienti in cui è opportuno integrare impianti elettroacustici per la diffusione sonora, nell’ottica di favorire la comprensione del parlato.
Aule per la musica. Le nuove linee guida del MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) dell’aprile 2013 prevedono la presenza di aule musicali con idonei sistemi per la registrazione (studio di registrazione, sale prova, etc). La realizzazione di tali ambienti necessita di una progettazione acustica accurata che conferisca all’ambiente l’adeguata acustica interna e l’opportuno livello di isolamento acustico, allo scopo di non interferire con altre attività che si svolgono all’interno della struttura scolastica.
Altri aspetti da non sottovalutare e che emergono anche dal documento AIA sono:
  • Scelta della disposizione degli ambienti. La corretta collocazione degli spazi con diverse destinazioni d’uso all’interno dell’edificio può aiutare il raggiungimento del comfort acustico. In relazione ad esempio ad una presenza importante di traffico veicolare, adibire ad aule didattiche le sale con affaccio verso la chiostra interna dell’edificio può essere una delle soluzioni progettuali per ridurre l’influenza del rumore esterno sull’attività didattica.
  • Posa in opera degli interventi acustici. A parità di materiali utilizzati, la corretta posa in opera in acustica fa la differenza, in particolare dal punto di vista dell’isolamento. Seguire le indicazioni del progettista e prevedere un supporto acustico alla Direzione Lavori in cantiere assume un fattore fondamentale nella realizzazione a regola d’arte e nel risultato acustico ottenibile.
Speriamo che questo articolo possa essere utile a quanti impegnati nella realizzazione di strutture scolastiche e non solo. Gli aspetti brevemente discussi sono a nostro avviso universali e trasferibili alla realizzazione di qualsiasi attività.
Ambienti studiati acusticamente sono ambienti in cui si vive meglio.

Link al documento AIA:
http://www.acustica-aia.it/wp-content/uploads/2017/02/AIAebook-Linee-guida-per-una-corretta-progettazione-acustica-di-ambienti-scolastici1.pdf

Link alle Linee Guida del MIUR sull'edilizia scolastica:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs110413

Rome University of Fine Arts - Progettazione Acustica



A brief video of the study on RUFA's multipurpose hall.
In this video you can see the acoustic and audio/video setup evolution.

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Guernica Studio - Progettazione acustica



Acoustic Design of Guernica Studio - Rome.
Starting by the naked walls and the vaulted ceiling (!?!?), we found the best solutions for acoustic treatment, audio/video wiring and lighting design.
The room was reverberant and the vaulted ceiling was really a problem.
In a 18 mq useful surface we found solutions for the right sound engineer position, dubbing area, recording area (piano, el guitars, etc) and the predisposition for a 5.1 listening.
The studio is ready for music and films.
We got unbelievable results on the reverberation time using movable panels and resonators for the bass frequencies.
JUST CHECK THE VIDEO and CONTACT US!

B.A.S.S. Trap - il controllo delle basse frequenze


Un particolare troppo spesso trascurato negli ambienti di ascolto, che siano sale prova o di ripresa, piuttosto che control room , sale mix o la stanza in cui abbiamo installato il nostro bell'impianto home-theatre, è il controllo delle basse frequenze.
Spesso ne sentiamo parlare, o lo sperimentiamo in prima persona, lamentandoci di quello strano effetto "boom" e della poca chiarezza nell'ascolto.
All'atto pratico tendiamo ad applicare pannelli qua e là senza risolvere il problema. Anzi, in molti casi, gli interventi contribuiscono ad attenuare ulteriormente le frequenze alte, già "mascherate" dal comportamento della sala, e a peggiorare la situazione.
A livello fisico, il comportamento delle basse frequenze all'interno di un ambiente, è ben diverso da quello di frequenze medio/alte, a causa di una caratteristica fondamentale chiamata LUNGHEZZA D'ONDA.
La lunghezza d'onda è strettamente legata alla frequenza ed è definita come:

λ = c/f
in cui:
c = velocità del suono [m/s]
f = frequenza [Hz]

Cosa significa?
Semplice. Considerando la velocità del suono costante all'interno di un ambiente, andiamo a vedere come varia la lunghezza d'onda in base alla frequenza.

Esempio:
c = 344 m/s

f1 = 100 Hz
f2 = 4000 Hz

Applicando la formula, si ottengono:
  • λ1 = c/f1 = 344/100 = 3,44 m = 344 cm
  • λ2 = c/f2 = 344/4000 = 0,086 m = 8,6 cm

Da questo semplice esempio deduciamo le enormi differenze tra i due ordini di grandezza.

Senza scendere in ulteriori particolari tecnici relativi alla forma della sala o ai modi dell'ambiente, questa differenza ci indica che non potremo mai trattare il comportamento di una frequenza bassa allo stesso modo di frequenze alte.
Siamo giunti perciò a questa osservazione: le basse frequenze hanno una lunghezza d'onda decisamente più lunga delle frequenze alte.

Questo particolare trova riscontro in tutte le applicazioni acustiche e musicali. Vi sarà sicuramente capitato di vedere un sub-woofer piuttosto che un amplificatore per basso ed avrete notato come le dimensioni sia del cabinet esterno che dei coni al suo interno siano ben diverse rispetto a delle casse mid-range/tweeter o ad un ampli per chitarra elettrica. 
La spiegazione è sempre la stessa ed è legata alla lunghezza d'onda. In questo caso, per riprodurre basse frequenze in maniera lineare ed efficiente abbiamo bisogno di un volume d'aria adeguato e di una determinata dimensione del cono. Sarà ben diverso dal riprodurre le frequenze proprie di una chitarra, ad esempio.

Tornando al discorso iniziale, dobbiamo considerare che una sala di ripresa, di ascolto, regia, ecc ecc saranno da considerarsi AMBIENTI DI PICCOLE DIMENSIONI, acusticamente parlando.
Nelle sale così definite il primo e più importante problema da affrontare è quello del CONTROLLO DELLE BASSE FREQUENZE.
Nonostante si tratti di un argomento progettuale fondamentale, questo particolare è spesso trascurato nell'ambito dell'acustica FAI DA TE.

Riassumendo:
  • le sale di piccola dimensione sono soggette a problemi di riverberazione alle basse frequenze risultanti dalle risonanze dell'ambiente.
  • A causa della lunghezza d'onda delle basse frequenze, i classici assorbitori non funzionano, anzi, rischiano di peggiorare la situazione.
  • Per ottenere buoni risultati dobbiamo affidarci ad assorbitori efficaci.
  • Per essere efficaci, tali assorbitori hanno bisogno di spazio e di aria.
La soluzione efficace è data dalle cosiddette B.A.S.S. Traps - Bass Absorbing Soffit System, comunemente note come trappole per bassi.

In ambienti in cui abbiamo poco spazio, il sistema più conveniente da applicare è realizzare delle Corner Bass Traps, cioè delle trappole da applicare agli angoli dell'ambiente. Gli angoli, oltre ad essere i punti in cui le basse frequenze vengono maggiormente esaltate, sono anche spazi spesso inutilizzati.....e allora perchè non migliorare il suono all'interno della nostra sala?

Queste unità hanno forma trapezoidale. Possono essere facilmente realizzate con pannelli in legno contenenti fibra o lana minerale che allargano lo spettro di efficacia e impedisono la formazione di risonanze interne. La dimensione e la profondità di queste trappole, ne determinano la frequenza di intervento. Per quello che abbiamo descritto precedentemente per lavorare a frequenze basse abbiamo bisogno di spazio e di aria, per cui, più sarà "profonda" la nostra trappola, più sarà bassa la frequenza di risonanza. In ogni sarà fondamentale determinare la frequenza di intervento in base alle caratteristiche ed alle dimensioni della sala.
L'immagine seguente, tratta da Everest, ci aiuta a comprendere meglio la forma della trappola.

BASSTrap
All'interno andiamo ad inserire fibra o lana minerale.

Basstrap2

E ricordate, I MATERIALI FANNO LA DIFFERENZA!!!
 

 

Realizzare lo Studio di Registrazione professionale

i preliminari sono importanti!

Con il nostro lavoro siamo spesso (per fortuna!) chiamati a svolgere sopralluoghi su richiesta di clienti che vogliono realizzare degli studi di registrazione.
Altrettanto spesso accade che il sopralluogo riveli alcuni aspetti che potrebbero rendere l’iniziativa imprenditoriale del cliente inefficace e non redditizia.
Cosa significa: la scelta della location per la realizzazione di un’attività professionale di questo tipo richiede, a nostro avviso, il soddisfacimento di alcuni requisiti fondamentali per la buona riuscita dell’iniziativa stessa.
In questo breve articolo vorremmo fornirvi delle informazioni utili per la scelta di locali idonei alla realizzazione della vostra attività.
Per prima cosa, nella quasi totalità dei casi, aprire uno studio di registrazione è il vostro sogno di una vita….in quanto tale, realizziamolo come si deve, facendoci guidare da razionalità oltre che dall’entusiasmo.
La scelta dei locali in cui realizzare il nostro studio necessita di considerazioni preliminari.
I problemi più grandi connessi alla location li troviamo per attività da avviare in area urbana, a causa della concentrazione di edifici residenziali a cui potremmo indurre un impatto acustico significativo.
Potrebbe sembrare una considerazione scontata, ma, all’atto pratico, la maggior parte delle persone è portata a sottovalutare questo aspetto, pensando all’isolamento acustico come una pozione miracolosa in grado di risolvere tutti i nostri problemi, in ogni situazione.
L’aspetto da tenere sempre a mente nella scelta dei locali è la destinazione d’uso della nostra attività e quella dei nostri vicini di casa! Perché vicini di casa? Perché quella diverrà a tutti gli effetti la nostra casa, per la quantità di tempo che ci trascorreremo all’interno!
La prima cosa da verificare è la collocazione dei locali.
Dovremo dunque chiederci:
 
  • A che livello ci troviamo?

A livello stradale o ad un piano interrato?

  • Con quali altri locali confinano le nostra mura?

Con attività commerciali, produttive o edifici residenziali? Spesso, troveremo verificate almeno due delle precedenti opzioni.

  • Quali orari seguirà la nostra attività e quelle a noi limitrofe?

Le attività musicali si svolgono durante l’intera giornata e nella maggior parte dei casi si estendono all’orario notturno, almeno fino alla mezzanotte.

E’ sempre utile effettuare un’ispezione dell’area circostante, sia a scopo commerciale che tecnico, verificando la tipologia di attività diffuse intorno a noi e la presenza di eventuali ricettori sensibili, come scuole, ospedali, case di cura, ecc. ecc.

Una volta appurato che intorno a noi la situazione non sia drammatica e che, ad esempio, le nostre mura non confinino su tutti i lati con edifici residenziali, possiamo analizzare le dimensioni e le strutture del locale.
Sarà importante verificare il tipo di realizzazione delle pareti e del solaio. Locali con assenza di cemento armato sono sicuramente avvantaggiati per la nostra selezione.
La dimensione ante-operam del locale è fondamentale per comprendere se la superficie è idonea a realizzare i nostri interventi e, soprattutto, il numero di sale di cui abbiamo necessità per lavorare bene e assicurarci introiti adeguati.
Viene spesso trascurato il fatto che la realizzazione dell’isolamento acustico ed in seguito dell’acustica delle sale comporterà una riduzione dello spazio.
E’ opinione diffusa, ma distorta ed errata, quella di credere che riusciremo ad insonorizzare le nostre sale tra loro e dagli appartamenti adiacenti impiegando 15 centimetri di spessore tra isolamento e acustica della sala!?!?!?!? Beh, è necessario sfatare questo falso mito!
E’ sempre bene ricordare la nostra destinazione d’uso e che all’interno delle nostre sale suoneranno strumenti a pressioni sonore non inferiori a 100 dB!...e non dimentichiamoci di pensare alle basse frequenze!
Andremo poi a verificare la quota dei nostri locali.
Ragioniamo sempre nell’ottica che:
  • ci servirà spazio per l’insonorizzazione e per il controllo delle basse frequenze (a lunghezze d’onda ampie, corrispondono spazi ampi per il controllo).
  • le nostre sale dovranno suonare bene….e per questo la sala dovrà “respirare”, che si traduce in disponibilità di aria e quindi di spazio…
  • trascorreremo almeno 8 ore al giorno all’interno di questi spazi, per cui la vivibilità ed il comfort dell’ambiente saranno fattori estremamente rilevanti!

Partendo da una quota ante-operam di 2,5/2,8 metri, è sconsigliabile pensare di adibire tali spazi a sale prova o di ripresa.
Altro fattore che viene spesso sottovalutato riguarda l’investimento economico.
Come sappiamo, realizzazioni acustiche di un certo tipo richiedono:
  • una progettazione attenta e completa che comprenda anche tutti i servizi e gli impianti;
  • la selezione di materiali adeguati e di alta qualità;
  • la posa in opera a regola d’arte da parte di personale altamente specializzato.

Sarà facile comprendere che l’investimento economico può essere ingente.
A fronte di un investimento, chiunque vorrà poterlo far fruttare al massimo e non avere problemi a realizzazione ultimata!
Dopotutto dobbiamo sempre tenere a mente cosa stiamo facendo e dunque: qual è la destinazione d’uso dei nostri locali?
Non possiamo pensare quindi di abbattere i costi “risparmiando” sulla realizzazione acustica.
Sarebbe come possedere una macchina potente, ma non poterla utilizzare perché non possiamo mettere la benzina di cui necessita!
Isolamento e trattamento acustico sono la nostra benzina; in assenza di essa la nostra attività non cammina!
Purtroppo ci si perde spesso in considerazioni legate quasi esclusivamente all’hardware e alla strumentazione che il nostro studio ospiterà, ma non si considera che l’hardware e la strumentazione si potranno sempre cambiare e migliorare nel tempo.
Discorso diverso è intervenire su un isolamento insufficiente e realizzato non a regola d’arte: sarà sempre problematico.
Di conseguenza, hardware e strumentazione, con una cattiva realizzazione acustica, renderanno al 10% delle loro potenzialità!

Contatta Comfort Sound per richiedere informazioni!


La nuova norma UNI/TR 11450

E’ stata pubblicata lo scorso giugno la norma UNI/TR 11450 “Valutazione dell’esposizione a rumore nei luoghi di lavoro per lavoratori che utilizzano sorgenti sonore situate in prossimità dell’orecchio”.
La presente norma trova particolare applicazione nella valutazione dell’esposizione dei lavoratori di call center, i quali risultano i principali soggetti a cui la norma si riferisce.
La norma identifica tre metodi per la valutazione dell’esposizione che sono:
  • il metodo MIRE
  • il metodo elettroacustico
  • il metodo del manichino

Nell’applicazione del metodo MIRE una sonda o un microfono in miniatura viene collocato nel condotto uditivo del soggetto potenzialmente esposto, mediante il quale vengono rilevati i livelli di pressione sonora in bande di frequenza di terze d’ottava. In ultimo, i livelli vengono corretti con la risposta in frequenza in campo libero o diffuso del soggetto stesso.
Per la natura stessa del metodo, è facilmente intuibile come la sua applicazione sia particolarmente invasiva e necessiti della presenza di personale sanitario per la collocazione del dispositivo all’interno del condotto uditivo del soggetto in esame.

Il metodo elettroacustico prevede invece l’impiego di due catene di misura: la prima, con ingresso elettrico collegata al dispositivo auricolare del soggetto potenzialmente esposto; la seconda, con ingresso microfonico atto a rilevare il rumore presente all’esterno del dispositivo auricolare.
Tale metodo è ancora sperimentale  e per la sua corretta applicazione necessita della caratterizzazione delle cuffie, per l’ottenimento della funzione di trasferimento del modello utilizzato. Tale operazione richiede operazioni che possiamo definire “scomode” a livello pratico, in virtù del fatto che nella maggior parte dei casi neanche il produttore effettua una caratterizzazione tale del proprio prodotto; oltre a comprendere attività accessorie che contribuiscono a livello economico.
Inoltre, si riscontrano difficoltà nell’acquisizione ed elaborazione dei dati e sul corretto collegamento dei morsetti alla sorgente sonora.

Il terzo ed ultimo metodo è quello del manichino. Dal nome stesso, tale metodo prevede l’impiego di un manichino munito di trasduttori. Il segnale sonoro di sorgente viene rilevato attraverso il manichino a cui viene applicato lo stesso modello di cuffia utilizzato dall’operatore. Il presente metodo non è invasivo e può essere facilmente applicato durante una giornata tipo di lavoro dell’operatore, senza che l’attività dell’operatore venga disturbata.
I livelli ottenuti mediante i trasduttori del manichino vengono quindi corretti mediante la risposta in frequenza in campo libero o diffuso del manichino stesso (dati di fabbrica) per ottenere i livelli utili ai fini della valutazione.
Le problematiche che si riscontrano nell’utilizzo del metodo del manichino sono legate da un lato alla qualità del manichino utilizzato e alla rigidità e forma del suo padiglione auricolare; dall’altro, bisogna prestare attenzione al posizionamento del manichino per la rilevazione del rumore esterno, onde evitare di ottenere livelli non coerenti con la posizione occupata dal soggetto in esame. Si tratta dunque di problemi facilmente risolvibili.
Per ottenere due repliche identiche del segnale di sorgente alle cuffie di operatore e manichino, la norma definisce un apparecchio elettronico chiamato DIRAMATORE
La funzione del diramatore è quella di fare da isolatore e duplicatore del segnale di sorgente, evitandone alterazioni. Le caratteristiche elettriche ed acustiche specificate nella norma consentono di riprodurre sulle due uscite, copie identiche del segnale di sorgente inviato in ingresso.
Ad oggi l’unico esemplare proposto di questo apparecchio è stato sviluppato da SBMAudio (www.sbmaudio.com) e presenta interessanti caratteristiche e funzionalità che si estendono oltre le prestazioni richieste dalla norma.
La prima cosa che balza agli occhi sono le dimensioni ridottissime di questo apparecchio: 128 x 62 x 34 (P x L x H) [mm].
In uno chassis così piccolo si ottengono tutte le funzionalità richieste dalla norma e non solo.

L’IDAR (Isolated Digital Audio Replicator), è questo il nome che SBMAudio ha dato al proprio diramatore, è un apparecchio completamente digitale. E’ dotato di porta usb che ne consente la ricarica della batteria e l’aggiornamento di software e firmware. E’ facilmente riadattabile ad ogni piccola esigenza o variazione della norma. Queste caratteristiche fanno dell’IDAR un apparecchio che non conosce obsolescenza.
Inoltre:

  • Caratteristiche elettriche ed acustiche ancora superiori rispetto a quelle specificate nella norma
  • IDAR accetta in ingresso/uscita segnali mono e dual-mono, funzionalità non richiesta dalla norma che rende IDAR ancora più versatile    
  • Led di indicazione: stato di sistema, clip, stato di ricarica
  • Funzionamento a batteria, con un’autonomia di 12 ore

Per qualsiasi informazione è possibile contattare SBMAudio attraverso i riferimenti presenti sul sito web
www.sbmaudio.com e tramite email ad This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it . Inoltre sul sito è possibile scaricare la brochure in formato pdf per ottenere tutte le specifiche tecniche.

idar fianco 

Correzione acustica di una Sala Conferenze



conf 1 ridotta
Caratterizzazione acustica e realizzazione del modello 3D di rappresentazione grafica per la presentazione dei risultati ottenuti.
In questo particolare studio acustico si è proceduto alla valutazione dell'acustica della sala dal confronto di varie tecniche.
Sono state scelte n. 8 postazioni di misura interne alla sala, in corrispondenza delle quali sono stati valutati i tempi di riverbero mediante l'utilizzo di sorgente emittente rumore stazionario e con la stessa sorgente emittente rumore MLS. 
Il passo successivo è stato quello di caratterizzare le postazioni selezionate mediante misura della risposta binaurale, rilevata mediante dummy-head (manichino).
Grazie a quest'ultima tecnica, mediante la convoluzione tra un generico segnale anecoico (cioè, privo di riverbero) e la risposta registrata dai microfoni integrati nel manichino, è stato possibile generare delle simulazioni binaurali di ascolto, antecedenti alla realizzazione degli interventi acustici. 
Inoltre, è stato possibile confrontare i risultati ottenuti con i metodi precedentemente elencati, studiare la propagazione acustica all'interno dell'ambiente e valutare le variazione del campo sonoro nelle diverse postazioni di ascolto, in fase di allontanamento dalla sorgente (palco) e di spostamento rispetto alla posizione centrale della sala.

Alcune immagini rappresentative dello studio svolto sono disponibili nella sezione "Galleria" o cliccando sul seguente link: http://www.andrearomani.it/index.php/galleria.html

 

Comfort Acustico

Se fino a pochissimi anni fa il concetto di comfort acustico non era noto ai più, oggi sta diventando sempre di più un tema di grande interesse.
Ancora di strada da fare ce n'è, ma le persone si dimostrano molto più sensibili all'argomento.
L'acustica non si tocca con mano, non si vede ed è per questo che a volte possiamo esserne poco consapevoli. Ma un ambiente acusticamente evoluto viene avvertito dal nostro cervello, anche inconsapevolmente, dando luogo a sensazioni positive di benessere.
La definizione di comfort acustico è un concetto esteso, che va dalla riduzione del tempo di riverbero all'interno di un ambiente, alla protezione dell'ambiente stesso da rumori provenienti dall'esterno o da sorgenti impiantistiche, anche interne. Tutti questi fattori contribuiscono al comfort acustico complessivo di uno spazio.
Quello che a volte potrebbe apparire superfluo, è in realtà un'esigenza per tutti, dai clienti di un locale, ai camerieri di un ristorante, al personale di un ufficio, al musicista su un palco ed al suo pubblico, ecc ecc.
I materiali nel tempo si sono evoluti e sono diventati veri e propri elementi di arredo e di design, oltre a soddisfare tutti i requisiti relativi alla normativa antincendio.
Il comfort acustico va oggi interpretato come investimento per l'attività e per questo incluso nella progettazione architettonica.
Determina la piacevolezza di frequentare un ambiente ed il piacere di ritornarci. Ne consegue che l'investimento iniziale si traduce in un riscontro, immediato e a lungo termine, sulla buona riuscita di un qualsiasi spazio che prevede la permanenza di persone. L'esplosione dei servizi online accessibili da ogni dispositivo mobile oggi premia con estrema velocità chi offre servizi, un ambiente piacevole e confortevole, ma al tempo stesso è in grado di distruggere con altrettanta velocità e determinazione quegli spazi che non offrono un livello di comfort adeguato.
La semplicità nella comunicazione sia musicale che verbale della parola è inoltre un fattore che riduce lo stress psicofisico. Una progettazione acustica integrata all'architettonica consente di limitarne i costi ed ottenere un valore aggiunto notevole.
Per fare un esempio. Il trattamento acustico all'interno di una sala riunioni facilita la comunicazione verbale, riduce l'indice di rumorosità della sala e, di conseguenza, aiuta a mantenere i toni delle conversazioni più bassi, con una riduzione dei livelli di adrenalina del 30%; aumenta il livello di concentrazione fino al 50%, con un conseguente aumento della motivazione delle persone e la loro produttività. Insomma, il comfort acustico sembra proprio che faccia miracoli!
Siamo finalmente arrivati al punto che anche il legislatore se n'è reso conto ed ha iniziato ad inserire il requisito all'interno di nuove leggi per la progettazione di scuole ed edifici in genere, oltre ad avvalorare la figura del Tecnico Acustico nelle certificazioni per l'apertura di nuove attività commerciali e di somministrazione.

Il comfort acustico è fortemente dipendente da almeno quattro fattori:
  • materiali impiegati;
  • dimensioni dell'ambiente;
  • destinazione d'uso;
  • sorgenti sonore interne ed esterne.
E' da sottolineare inoltre che il comfort acustico è uno dei protagonisti sia in spazi che prevedono sistemi elettroacustici di amplificazione che in spazi in cui questi non sono previsti.
E' naturale che la valutazione acustica di uno spazio deve essere svolta da professionisti in acustica.
Una valutazione seria deve:
prevedere un'analisi degli spazi e dell'uso che ne viene fatto;
analizzare la presenza di eventuali sorgenti rumorose;
essere supportata da calcoli e da misure acustiche che forniscano dati oggettivi sull'ambiente e consentano il dimensionamento dell'intervento - non si deve installare materiale a caso o eseguire valutazioni "ad orecchio" (il nostro orecchio non è oggettivo e non è sensibile come crediamo);
deve motivare le soluzioni proposte ed assicurare il risultato al cliente;
dare evidenza dei risultati ottenuti attraverso misure acustiche di verifica.

Comfort Sound crede da sempre in tutti questi aspetti ed è a disposizione per chiarire ogni vostro dubbio e soddisfare ogni vostra esigenza.
Non esitate a contattarci.
La differenza si sente.

 

Risposta Binaurale

Un segnale anecoico di un violoncello viene "convoluto" con la risposta all'impulso binaurale di una grande sala da concerto.
Quello che ascoltate è il risultato: cosa ascolterebbero le nostre orecchie se fossimo seduti in una posizione assegnata della sala? 
Attraverso metodologie simili, è possibile simulare l'acustica di una sala, posizione per posizione, ancor prima della sua realizzazione.
Gli stessi algoritmi vengono oggi utilizzati anche nel mondo della produzione musicale con i famosi reverberi a convoluzione.
Il segnale registrato in studio, privo di reverbero (DRY), viene processato da un apposito plug-in contenente le risposte all'impulso di rooms che differiscono tra loro in dimensioni, tecniche realizzative....aventi insomma "suoni" differenti.
Il risultato che si ottiene è dato dal suono dello strumento come se suonasse all'interno dell'Auditorium di Roma, piuttosto che all'Opera House di Sidney.
Spesso questo tipo di registrazione viene erroneamente associata ad una tecnica stereofonica classica, mentre il suo intento è quello di riprodurre un'immagine audio in 3 dimensioni!
La tecnia di ripresa più diffusa prevede l'utilizzo di un manichino (dummy head) con due microfoni ad altissima precisione inseriti nel condotto uditivo del manichino. Tale tecnica consente di riprendere il suono come viene percepito e filtrato dalla singola orecchia, ad una distanza media delle due pari a circa 18 centimetri, in una determinata posizione della sala, influenzato dal riverbero della sala in quella posizione di ascolto.
Il posizionamento e le dimensioni ridotte dei microfoni, consentono di riprendere quelle che vengono definite HRTF (Head Related Transfer Functions), cioè le funzioni di trasferimento associate alla presenza della testa. Si generano dunque un filtraggio dovuto alla presenza dell'orecchio e del corpo, riflessioni, assorbimento ed effetti di diffrazione, dipendentemente dalla composizione in frequenza del suono.
La registrazione binaurale viene in generale utilizzata nella simulazione acustica di ambienti (da sale da concerto a cabine di veicoli o da lavoro) o nel mondo della produzione musicale per fornire all'ascoltatore un'esperienza di ascolto (rigorosamente in cuffia o con dipolo stereo) ricca di una spazialità impossibile da riprodurre mediante una comune registrazione stereofonica.
Oggi si conducono molti studi per la realizzazione di tecniche computazionali che consentano, attraverso l'utilizzo di reti neurali, l'emulazione del sistema uditivo umano che prevedono, ad esempio, l'addestramento robotico per la localizzazione spaziale di sorgenti sonore.

Segnale Anecoico
cello dry



Segnale "Convoluto"
cello wet




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MATERIALE DIDATTICO

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